DR. MICHAEL LAITMAN PER CAMBIARE IL MONDO – CAMBIAMO L'UOMO

La tendenza ultra “liberale” del farsi giustizia da sé, o, come gli Ebrei invocano l’antisemitismo

 Sarah Silverman presso il DNC nel luglio 2016Ali Shakar / VOA, Wikimedia

Sarah Silverman presso il DNC nel luglio 2016Ali Shakar / VOA, Wikimedia

All’indomani delle elezioni negli Stati Uniti, le proteste delle celebrità ebraiche sono diventate sempre più rumorose nelle manifestazioni contro il neo-Presidente. L’attrice comica Sarah Silverman ha invocato il colpo di stato militare per rovesciare il presidente Trump; la cantante israeliana Noah ha chiamato il presidente “Hitler” ed i giovani studenti di religione ebraica hanno invitato gli americani “ad essere solidali e tutti uniti contro Trump”. Come la rivista Tablet ha riportato, “Dall’Unione Ortodossa sino al Movimento di Riforma, passando per il ‘Commento’di J Street, gli Ebrei Americani hanno iniziato a mobilitarsi in difesa dei diritti dei rifugiati e dei mussulmani”, e contro il presidente Trump.

È perfettamente legittimo e democratico protestare contro ciò che si pensa sia sbagliato. Eppure, le cose sono diverse quando si tratta di Ebrei. Una cosa è che gli Ebrei scelgano da che parte stare, tutt’altra cosa è che gli Ebrei condannino con forza la parte avversa a quella scelta, con un linguaggio volgare e usando la delegittimazione senza alcun fondamento, come sta accadendo nel dibattito che si è acceso negli Stati Uniti in questo periodo. Così come si è verificato dopo il tweet di Sarah Silverman, quando gli ebrei fomentano la separazione, inevitabilmente invocano l’antisemitismo.

Gli Ebrei non possono essere attivisti?

Non c’è nulla di sbagliato nell’attivismo ebraico, fintanto che promuove l’unione e non la divisione. La nostra nazione è stata forgiata attraverso l’unione, quando le persone di diverse discendenze si sono impegnate ad essere “Come un solo uomo con un solo cuore”. Una volta fatto quel voto, ebbero il compito di passare l’unione al resto del mondo e diventare in tal modo “Una luce per le nazioni”.

Quando gli ebrei si dissociano gli uni dagli altri e abbandonano il loro impegno nei confronti dell’umanità, cessano di essere “Una luce per le nazioni” ed invocano l’odio verso di loro.

Questa non è la mia opinione personale, ma il punto di vista dei nostri saggi nel corso delle generazioni. Midrash Rabah scrive a proposito degli Ebrei: “In questa nazione, vi dimora la pace mondiale”. Masechet Yevamot aggiunge “Nessun male viene al mondo, se non per colpa di Israele”. Il Midrash Tanhuma, scrive “La terra di Israele non verrà riscattata fino a quando gli Ebrei non saranno come un fascio di canne”. La Mishnah (Okatzin) conclude: “Il Signore non ha trovato un altro recipiente che contenga una benedizione per Israele come la pace”.

Lo Zohar (Aharei Mot) scrive: “Ecco quanto è bello e piacevole che i fratelli si siedano insieme. Questi sono gli amici che siedono insieme e non sono separati gli uni dagli altri. In un primo momento, sembrano come le persone in guerra che desiderano uccidersi le une con le altre. Ma poi tornano ad essere in amore fraterno. …E voi, gli amici che sono qui, dato che siete stati in affetto e in amore prima, d’ora in poi non vi separerete …E per merito vostro ci sarà pace nel mondo”.

Non solo le fonti antiche hanno parlato dell’importanza dell’unione per il popolo d’Israele e per il mondo intero. I nostri saggi ne hanno parlato attraverso le generazioni. “Le difese fondamentali contro le calamità sono l’amore e l’unione. Quando ci sono l’amore, l’unione e l’amicizia tra tutti in Israele, nessuna calamità può abbattersi su di loro”, afferma il Maor va-Shemesh. “Ci viene comandato, ad ogni generazione, di rafforzare l’unione fra di noi così i nostri nemici non prevaricheranno su di noi”, dichiara il rabbino Eliyahu Ki Tov ne Il Libro della Coscienza. E il Ramchal ha scritto ne Il Commentario di Ramchal sulla Torah: “Mosè desiderava completare la correzione del mondo in quel tempo… Tuttavia, egli non ci è riuscito a causa delle corruzioni che si sono verificate lungo il cammino”.

Nel secolo scorso, Rav Kook e Rav Yehuda Ashlag, autore del Sulam (La Scala) Commentario su Il libro del Lo Zohar, hanno scritto a lungo in merito al ruolo attivo che l’unione di Israele gioca nello svolgimento delle sue funzioni. In Orot (Le Luci), Rav Kook scrisse: “La costruzione del mondo… richiede la costruzione della nazione di Israele… in previsione di una forza piena di unione che si trova in Israele”. Allo stesso modo Rav Ashlag ha affermato: “Spetta alla nazione di Israele di legittimare se stessa e poi tutti i popoli del mondo per sviluppare e assumere su di sé quella sublime opera dell’amore per gli altri, che è la scala per lo scopo della Creazione”. Infine, tornando a Lo Zohar, il famoso Tikkun n. 30 sottolinea che quando il popolo di Israele non è unito “Determina l’esistenza della povertà, della rovina, dei furti, dei saccheggi, degli omicidi e delle distruzioni in tutto il mondo”.

Evidentemente, i nostri saggi ci stanno dicendo che il ruolo del popolo ebraico non è quello di essere attivisti politici. Piuttosto, è quello di essere un modello di unione. Se lo facciamo, questo porterà la pace su di noi e sul mondo, dal momento che ci sarà “Una luce per le nazioni”. Se vogliamo essere attivisti, attiviamoci per l’unione.

Originariamente pubblicato su Unitingeurope.blogactiv.eu

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