{"id":889,"date":"2020-08-19T06:03:32","date_gmt":"2020-08-19T06:03:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.michaellaitman.com\/it\/?p=889"},"modified":"2020-08-19T06:07:52","modified_gmt":"2020-08-19T06:07:52","slug":"la-solitudine-uccide","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.michaellaitman.com\/it\/2020\/08\/19\/la-solitudine-uccide\/","title":{"rendered":"La Solitudine Uccide"},"content":{"rendered":"<figure class=\"wp-block-image\"><\/figure>\n<p>Alcuni giorni fa, un giovane insegnante israeliano, si \u00e8 tolto la vita. Aveva studenti, era di ruolo, era sano, bello, eloquente, ma era solo. Ha scritto le sue ultime parole in un post di Facebook: \u201cNon \u00e8 un bene per l\u2019uomo essere solo; la solitudine uccide. Un altro giorno, un\u2019altra settimana, un altro mese, un altro anno passa e io sono solo. A pranzo, al lavoro, la sera, il weekend, le ferie e i compleanni che nessuno ricorda. I pochi amici se ne sono andati, persi di vista nel tempo; \u00e8 ora di andare\u201d.<br \/>\nL\u2019uomo non era unico nelle sue emozioni. Le sue parole sui social rappresentano la maledizione dei nostri tempi: siamo tutti connessi, eppure tanto soli. La solitudine \u00e8 diventata cos\u00ec pesante in questi tempi proprio perch\u00e9 dovremmo essere molto pi\u00f9 connessi di quanto siamo.<\/p>\n<p>Siamo in ritardo con il nostro sviluppo. Ora, dovremmo gi\u00e0 essere un\u2019umanit\u00e0 connessa che sente di essere un unico sistema le cui parti si complementano reciprocamente per il bene della specie umana e di tutta la natura. Invece, fino a poco tempo fa, siamo stati immersi fino al collo nel pantano della distruzione reciproca che abbiamo orgogliosamente (ed erroneamente) chiamato \u201ceconomia capitalistica\u201d e \u201cprogresso\u201d.<\/p>\n<p>Improvvisamente, l\u2019arrivo del COVID-19 ci ha obbligati a prendere una pausa dall\u2019annientamento reciproco e abbiamo iniziato a sentire il vuoto dentro di noi. Ma cos\u2019altro potevamo avere al nostro interno? Quando tutti si odiano e temono l\u2019altro fino al punto di non parlarsi e comunicare tramite messaggi, costruendo intorno muri di falsa sicurezza, quando improvvisamente si \u00e8 soli, ci si rende conto di non avere idea di chi si \u00e8, di come comportarsi con s\u00e9 stessi, o cosa si vuole davvero, perch\u00e9 si \u00e8 stati troppo occupati tutta la vita a erigere muri contro l\u2019ostile mondo esterno. E nessuno telefona poich\u00e9 sono tutti nella stessa situazione. Sono tutti soli e hanno paura di essere feriti.<br \/>\nEssere soli significa essere ignorati, le persone non si preoccupano di te, e quindi qualcuno preferisce togliersi la vita, in modo che ad un certo momento, anche se \u00e8 l\u2019attimo finale della vita, qualcuno si preoccupa.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 non riusciamo a connetterci<\/strong><br \/>\nL\u2019umanit\u00e0 \u00e8 diversa da tutte le altre parti della natura, poich\u00e9 dobbiamo evolverci di nostra iniziativa. La nostra evoluzione, in confronto ad altre specie, \u00e8 molto meno fisica e molto pi\u00f9 emotiva, intellettuale e sociale. All\u2019apice della nostra evoluzione, sentiremo la completezza del sistema che chiamiamo \u201cuniverso\u201d.<br \/>\nLa natura fa sviluppare tutti gli altri elementi con l\u2019istinto tranne l\u2019umanit\u00e0. Gli esseri umani ne sono quasi privi. Quando nasce un animale, sa immediatamente dove trovare cibo, spesso entro alcune ore pu\u00f2 gi\u00e0 camminare e generalmente si comporta come ogni altro animale della sua specie. Gli esseri umani invece quando nascono riescono a malapena a muovere le mani e le gambe e rimangono totalmente indifesi per anni. Gli uomini, a differenza degli animali, devono conquistare la conoscenza da soli attraverso un duro lavoro.<br \/>\nNella societ\u00e0 umana, proprio come un neonato, dobbiamo imparare un passo alla volta come diventare degli esseri sociali e come costruire una buona societ\u00e0. Ci stiamo evolvendo attraverso il desiderio di migliorare la nostra situazione. E non ci evolviamo a caso, ma in una direzione chiara: verso una maggiore coesione, una maggiore premura tra di noi, una maggiore responsabilit\u00e0 reciproca e alla fine verso l\u2019amore per gli altri.<br \/>\nQuando un bambino ha fame, piange perch\u00e9 lo stomaco vuoto duole. Quando una persona \u00e8 sola, piange perch\u00e9 un cuore vuoto fa molto, molto male. Il mal di cuore fa molto pi\u00f9 male di uno stomaco vuoto.<br \/>\nMa la solitudine che tanti sentono oggigiorno non \u00e8 la fine. Si tratta solo dell\u2019inizio. \u00c9 il buio prima dell\u2019alba. Ora iniziamo a capire che dobbiamo trasformare tutto, partendo dalle relazioni. Per realizzare il cambiamento dobbiamo sentire quanto sia insopportabile il presente. E non esiste nulla di pi\u00f9 insopportabile della solitudine.<br \/>\nTragedie come il suicidio per solitudine possono essere evitate se smettiamo di insistere nel voler tornare al precedente stato, ormai superato, di \u201clibera\u201d economia, governato dall\u2019egoismo e iniziamo ad avanzare verso lo stato di cura reciproca ed empatia che avremmo dovuto raggiungere tanto tempo fa. Durante il percorso scopriremo non solo che \u00e8 meglio prenderci cura l\u2019uno dell\u2019altro piuttosto che temerci, ma che cos\u00ec funziona l\u2019intera realt\u00e0 tranne noi, fino a quando, anche noi raggiungeremo quello stato.<\/p>\n<div class=\"post-entry\">\n<p><em>Originariamente pubblicato su&nbsp;<a href=\"https:\/\/unitingeurope.blogactiv.eu\/2020\/08\/18\/la-solitudine-uccide\" target=\"_top\" rel=\"noopener noreferrer\">Unitingeurope.blogactiv.eu<\/a><\/em><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"navigation\">&nbsp;<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcuni giorni fa, un giovane insegnante israeliano, si \u00e8 tolto la vita. Aveva studenti, era di ruolo, era sano, bello, eloquente, ma era solo. 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