{"id":796,"date":"2018-09-04T13:36:22","date_gmt":"2018-09-04T13:36:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.michaellaitman.com\/it\/?p=796"},"modified":"2018-09-04T13:40:28","modified_gmt":"2018-09-04T13:40:28","slug":"perche-i-social-network-ci-rendono-asociali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.michaellaitman.com\/it\/2018\/09\/04\/perche-i-social-network-ci-rendono-asociali\/","title":{"rendered":"Perch\u00e8 i social network ci rendono asociali?"},"content":{"rendered":"<p>Pensi che il social network che usi sia stato creato secondo le migliori intenzioni? Assolutamente no.<\/p>\n<p>Una recente inchiesta della BBC <u><a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/technology-44640959\">ha analizzato<\/a><\/u> il meticoloso lavoro che rende le applicazioni dei social network il pi\u00f9 avvincenti possibile e riporta che approssimativamente un terzo della popolazione mondiale che utilizza i social network non si rende assolutamente conto di quale sia il problema: la loro involontaria esposizione alla manipolazione di una potente industria dedicata alla creazione di una dipendenza da droga per il proprio tornaconto finanziario.<\/p>\n<p>I social network sono stati deliberatamente costruiti per influenzare le nostre emozioni, preferenze, decisioni, impulsi, energie, capacit\u00e0 di attenzione e interazione. I leader esperti di tecnologia ora parlano di ci\u00f2 che \u00e8 diventato un processo consolidato per penetrare nelle nostre menti e nelle nostre tasche.<\/p>\n<p>Aza Raskin, un ex ingegnere della Silicon Valley, in un rapporto investigativo britannico ha dichiarato: \u201c\u00c8 come se spargessero cocaina comportamentale su tutta la vostra interfaccia e questo vi d\u00e0 il piacere di tornarci, tornarci e tornarci ancora\u201d.<\/p>\n<p>Il presidente fondatore di Facebook, Sean Parker, <u><a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/technology\/2017\/nov\/09\/facebook-sean-parker-vulnerability-brain-psychology\">ha ammesso<\/a><\/u> pubblicamente che la societ\u00e0 aveva l\u2019intenzione di catalizzare il maggior tempo possibile dei propri utenti, \u201csfruttando la vulnerabilit\u00e0 della psicologia umana\u201d. Questo \u00e8 ci\u00f2 che ha portato alla progettazione di caratteristiche auto-validanti come il \u201cMi piace\u201d, il pulsante che d\u00e0 ai suoi utenti, nelle parole di Parker, \u201cun piccolo colpo di dopamina\u201d, stimolandoli a pubblicare sempre pi\u00f9 contenuti.<\/p>\n<p><strong>Un pollice in gi\u00f9 per la disconnessione<\/strong><\/p>\n<p>La cultura di oggi ci misura con la popolarit\u00e0 di ci\u00f2 che carichiamo, come se definisse chi siamo e quanto valiamo davvero. Questo crea l\u2019abitudine compulsiva di controllare continuamente i nostri smart phone e di ignorare le persone che si trovano di fronte a noi. In particolare, le giovani generazioni sono la prova vivente di questo collegamento che sta venendo a mancare nella comunicazione. La comunicazione verbale e parlata, con il contatto visivo e il linguaggio del corpo, si \u00e8 attenuata ed \u00e8 stata sostituita con il guardare gi\u00f9, ai nostri telefonini, picchiettandoli continuamente con i pollici, inviando immagini e frasi brevi piene di faccine. Tale comportamento influisce negativamente sullo sviluppo sociale dei bambini e dei giovani, ed <u><a href=\"https:\/\/childmind.org\/article\/how-using-social-media-affects-teenagers\/\">\u00e8 stato collegato direttamente<\/a><\/u> alla depressione, all\u2019ansia, ad un\u2019immagine negativa del corpo e alla solitudine.<\/p>\n<p>\u00c8 una situazione paradossale. I social network dovrebbero creare pi\u00f9 interazione umana per alleviare la solitudine e la depressione ma, al contrario, le persone che passano molto tempo sui social come sostituti per una reale connessione personale, si sentono pi\u00f9 isolate, depresse e ansiose.<\/p>\n<p>Ci confrontiamo costantemente con gli altri, siamo pressati e ossessionati dall\u2019idea di mostrare di noi la perfetta immagine di successo e realizzazione, mentre nella vita reale c\u2019\u00e8 un vuoto profondo che peggiora con questa realt\u00e0 artificiale.<\/p>\n<p>Cosa possiamo fare? Oggi c\u2019\u00e8 cos\u00ec tanta dipendenza dai social network che disconnetterli tutti in una volta sarebbe controproducente. Aumenterebbero i crimini, la violenza, l\u2019abuso di droga e i suicidi poich\u00e9 le nostre capacit\u00e0 umane sono state praticamente dirottate.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 di cui c\u2019\u00e8 bisogno \u00e8 un processo di riabilitazione sociale globale che deve essere attuato gradualmente fino a diventare esso stesso un social network alternativo e positivo, che si rivolge adeguatamente alla natura umana e promuove relazioni calorose e di sostegno, invece di un luogo sempre aperto alla calunnia e ai commenti al vetriolo.<\/p>\n<p><strong>Trovare il modem dei nostri cuori<\/strong><\/p>\n<p>Come possiamo trasformare i social network in uno spazio di vera connessione umana che unisce le persone senza competere per il maggior numero di \u201cMi piace\u201d e \u201cCondivisioni\u201d? Possiamo farlo concentrandoci sul potere dell\u2019amicizia e dell\u2019unione, soprattutto se messe al centro di relazioni umane positive.<\/p>\n<p>La natura opera gi\u00e0 in un modo che equilibra tutte le sue interazioni. Ad esempio, le cellule e gli organi di un corpo umano si concentrano tutti sul benessere dell\u2019intero corpo e ciascuno riceve solo quello di cui ha bisogno, per poi dare in cambio tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 a beneficio dell\u2019intero corpo. Anche noi possiamo collegarci a questo potere positivo di amicizia e unione se prendiamo in considerazione sia il beneficio degli altri che quello dell\u2019intera rete umana di cui facciamo parte. Abbiamo solo bisogno di usare la tecnologia e tutti i mezzi a nostra disposizione in modo pi\u00f9 saggio, per imparare e riuscire cos\u00ec a collegarci ad un sistema connesso positivamente.<\/p>\n<p>Ma come possiamo raggiungere un obiettivo cos\u00ec elevato considerando che la natura umana \u00e8 innatamente egoista, cio\u00e8 mira a beneficiare se stessa a scapito degli altri? Dobbiamo renderci conto che qualsiasi innovazione tecnologica che non faccia progredire l\u2019umanit\u00e0 verso una pi\u00f9 grande connessione positiva, la danneggia. Le organizzazioni che possono influenzare la diffusione dei social network, compresi i governi, arrecherebbero un buon servizio alla societ\u00e0 se conducessero indagini sugli effetti nocivi delle piattaforme social e le regolassero per prevenire ulteriori danni non solo alla nostra privacy, ma anche al nostro benessere generale.<\/p>\n<p>Non siamo progettati per elaborare dati come un computer o per memorizzare informazioni come un server cloud. Attivando il modem dei nostri cuori, consentendo una comunicazione pi\u00f9 profonda e pi\u00f9 significativa, sperimenteremo una connessione pi\u00f9 positiva e una vita sociale molto pi\u00f9 soddisfacente.<\/p>\n<p>In poche parole, i social network, nella loro forma attuale, non riescono a connetterci in modo significativo. Tuttavia, ci rivelano le conseguenze delle nostre relazioni egoistiche. In questo modo possiamo imparare dai problemi della situazione attuale e iniziare a muoverci verso un cambiamento positivo. Questo risveglio delle coscienze umane \u00e8 il primo fondamentale passo verso una vera trasformazione. Possiamo iniziare subito questo imponente cambiamento guardando al futuro e adottando in anticipo misure correttive per porre fine al sempre pi\u00f9 profondo lavaggio del cervello dei social network e investendo i nostri sforzi in un profondo \u201clavaggio del cuore\u201d globale.<\/p>\n<p><em>Originariamente pubblicato su&nbsp;<a href=\"https:\/\/unitingeurope.blogactiv.eu\/2018\/08\/09\/perche-i-social-network-ci-rendono-asociali\" target=\"_top\">Unitingeurope.blogactiv.eu<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pensi che il social network che usi sia stato creato secondo le migliori intenzioni? Assolutamente no. 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