{"id":583,"date":"2017-01-26T14:19:32","date_gmt":"2017-01-26T14:19:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.michaellaitman.com\/it\/?p=583"},"modified":"2017-01-26T14:23:46","modified_gmt":"2017-01-26T14:23:46","slug":"lasciamo-perdere-gli-oppiacei-e-voliamo-in-alto-con-la-connessione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.michaellaitman.com\/it\/2017\/01\/26\/lasciamo-perdere-gli-oppiacei-e-voliamo-in-alto-con-la-connessione\/","title":{"rendered":"Lasciamo perdere gli oppiacei e \u201cvoliamo\u201d in alto con la connessione"},"content":{"rendered":" Thomas Friedman: &#8220;Vedremo una nuova serie di impieghi e industrie basate sul cuore e sul creare la connessione fra le persone&#8221;. Thomas Friedman del New York Times al Tucker Carlson Tonight show.\n<p><em>\u00c8 sorprendente scoprire che l\u2019opposto della dipendenza non \u00e8 la sobriet\u00e0 ma la connessione umana.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Johann Hari \u00e8 un giornalista e scrittore, la cui vita, cos\u00ec come quella della sua famiglia, \u00e8 stata influenzata dalla tossicodipendenza. Questa triste storia lo ha spinto tuttavia ad intraprendere una ricerca personale per trovare delle risposte, e ci\u00f2 che ha scoperto potrebbe essere utile a molti. Oggigiorno l\u2019abuso di sostanze \u00e8 divenuto ormai un\u2019<u><a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2017\/01\/06\/us\/opioid-crisis-epidemic.html?emc=edit_th_20170108&amp;nl=todaysheadlines&amp;nlid=43678991&amp;_r=1\">epidemia<\/a><\/u> che ogni anno uccide decine di migliaia di persone, e questo solo negli Stati Uniti; trovare quindi le cause che portano alla dipendenza e le soluzioni per uscirne \u00e8 una necessit\u00e0 impellente in tutto il mondo, soprattutto negli Stati Uniti.<\/p>\n<p><strong>Come in una gabbia<\/strong><\/p>\n<p>In un\u2019affascinante <u><a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.com\/johann-hari\/the-real-cause-of-addicti_b_6506936.html\">articolo<\/a><\/u> pubblicato da <em>The Huffington Post<\/em>, il signor Hari ha descritto in maniera dettagliata la sua scoperta su ci\u00f2 che si cela dietro le dipendenze e sul come si possa porvi la parola fine. Hari ha scoperto che la teoria iniziale che spiega la tossicodipendenza \u00e8 stata sviluppata attraverso esperimenti su alcuni topi messi in gabbia con due bottiglie di acqua: una con acqua normale, l\u2019altra con acqua addizionata di eroina. I topi all\u2019inizio bevevano da entrambe le bottiglie, ma dopo svariate volte divennero dipendenti dall\u2019eroina. Bevevano solo dalla bottiglia con l\u2019eroina, fino a che non morivano.<\/p>\n<p>Il problema, come descritto da Hari nel suo articolo, era che i topi erano stati messi in gabbia da soli, mentre \u00e8 ben noto che sono animali sociali, proprio come noi. Bruce Alexander, professore di Psicologia a Vancouver, ha deciso di verificare se la teoria di Hari sulla dipendenza potesse essere convalidata in circostanze diverse. Ha quindi condotto lo stesso esperimento con le due bottiglie mettendo per\u00f2 i topi in una gabbia descritta da Hari come un \u201cParco giochi per topi\u201d, piena di \u201cpalle colorate, il miglior cibo per roditori, gallerie nelle quali i topi potessero zampettare e tanti amici: insomma tutto quello che un qualsiasi topo di citt\u00e0 potrebbe mai desiderare\u201d.<\/p>\n<p>Come in precedenza, i topi hanno provato entrambe le bottiglie, ma questa volta difficilmente sono tornati all\u2019acqua drogata e nessuno di loro ne \u00e8 diventato dipendente. In conclusione, Hari ha scritto che \u201cmentre tutti i topi tenuti in solitudine bevevano quasi esclusivamente l\u2019acqua addizionata con eroina, ci\u00f2 non \u00e8 accaduto a quelli che si sono trovati in un ambiente felice\u201d.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 sorprendenti delle conclusioni di Hari sulla dipendenza dei topi, sono state quelle riguardo la dipendenza degli esseri umani. Hari ha scoperto alcuni dati che rivelano come i pazienti ospedalizzati che ricevono enormi quantit\u00e0 di antidolorifici a base di oppio, raramente ne diventano dipendenti. Lo stesso \u00e8 accaduto ai soldati durante la guerra del Vietnam. Mentre si trovavano in guerra, solo il venti per cento era diventato dipendente da eroina. Ma al loro ritorno, avevano semplicemente smesso di usarla, senza la necessit\u00e0 di alcun programma di riabilitazione. Proprio come i topi, una volta che la gente torna in un ambiente amorevole che li sostiene, smette di usare droghe, semplicemente perch\u00e9 non ne ha pi\u00f9 bisogno. In conclusione, Hari ha dichiarato che \u201cL\u2019opposto della dipendenza non \u00e8 la sobriet\u00e0, ma la connessione umana\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ci siamo rinchiusi nella gabbia sbagliata<\/strong><\/p>\n<p>La mancanza di connessione umana ha pi\u00f9 effetti negativi della tossicodipendenza poich\u00e9 provoca o aggrava quei problemi di salute fisica e mentale, e che se si potesse debellare si potrebbe quasi eliminare il ricorso all\u2019assistenza sanitaria. In un\u2019<u><a href=\"http:\/\/www.mako.co.il\/news-channel2\/Weekend-Newscast-q4_2016\/Article-a32c25b6d3ae851004.htm\">intervista<\/a><\/u> rilasciata al canale 2 in Israele, Thomas Friedman del <em>New York Times<\/em> ha detto che recentemente ha posto la seguente domanda al chirurgo Vivek Murthy: \u201cQual \u00e8 la malattia pi\u00f9 diffusa in America fra il cancro, il diabete e le malattie cardiache?\u201d Lui ha risposto: \u201cNessuna di queste, la malattia pi\u00f9 diffusa in America \u00e8 l\u2019isolamento\u201d. Non le patologie cardiache, non la depressione e nemmeno l\u2019abuso di sostanze, ma \u00e8 l\u2019isolamento sociale a provocare pi\u00f9 malattie di un qualsiasi altro problema di salute negli Stati Uniti. Aggiungete a questo la crescente accessibilit\u00e0 e convenienza sia delle droghe prescritte, sia di quelle di strada, e scoprirete che abbiamo inavvertitamente creato proprio quelle condizioni che guidano i topi e gli esseri umani all\u2019abuso di sostanze e alla dipendenza. Ci siamo messi nella gabbia sbagliata, vale a dire in un isolamento sociale e quindi proviamo a scappare rifugiandoci nelle droghe.<\/p>\n<p>William Lisman, medico legale della contea di Luzerne nello stato della Pennsylvania, ha dichiarato che la sua regione \u00e8 ufficialmente \u201c<a href=\"http:\/\/www.nbcnews.com\/news\/us-news\/wilkes-barre-faces-heroin-scourge-turning-it-most-unhappy-place-n699541\">il posto pi\u00f9 triste d\u2019America<\/a>\u201c. Nel corso degli anni, Lisman ha visto numerose morti causate da overdose di droghe da prescrizione. A suo avviso, la situazione \u00e8 abbastanza semplice: \u201cAbbiamo un sacco di persone che conducono una vita infelice e che utilizzano le droghe nel tentativo di fuggire da qualcosa\u201d.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 l\u2019infelicit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Se fossimo topi, sarebbe abbastanza semplice renderci tutti felici. I topi sono perfettamente felici con palline colorate, buon cibo e buona compagnia. Noi esseri umani abbiamo gi\u00e0 tutto questo e anche di pi\u00f9. La vita ci offre tutte le forme possibili di intrattenimento, vi \u00e8 sovrabbondanza di cibo e ci sono tante persone intorno a noi. Eppure molti di noi evitano tutto questo e si isolano. Perch\u00e9 ci stiamo alienando? Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 cos\u00ec tanto odio fra noi quando potremmo vivere felici e contenti in questo grande \u201cParco Divertimenti\u201d che \u00e8 il Pianeta Terra? C\u2019\u00e8 solo una risposta a questi interrogativi: l\u2019ego.<\/p>\n<p>La struttura dei desideri umani \u00e8 unica. Tutti gli altri animali cercano solo di soddisfare i propri bisogni, quando hanno cibo a sufficienza e un riparo per i loro piccoli sono tranquilli e soddisfatti. Invece per noi \u00e8 diverso, pi\u00f9 abbiamo e pi\u00f9 vogliamo. Oltre al cibo e alla riproduzione, noi desideriamo il potere, la fama, la conoscenza e il rispetto. Nutrirci non \u00e8 sufficiente: vogliamo essere superiori. Nel 1998, il <em>Journal of Economin Behavior &amp; Organization<\/em> ha pubblicato una ricerca condotta all\u2019Universit\u00e0 di Harvard da David Hemenway e Sara Solnick, docenti di economia. Nel rapporto sulla loro ricerca, dal titolo \u201cAvere di pi\u00f9 \u00e8 sempre meglio? Un sondaggio su quanto ci preoccupa la nostra posizione economica\u201d, Hemenway e Solnick conclusero che molte persone preferirebbero ricevere uno stipendio annuo di $ 50.000 quando gli altri ne guadagnano $ 25.000, piuttosto che guadagnarne $ 100.000 all\u2019anno quando gli altri ne guadagnano $ 200.000. In altre parole, se siamo in grado di soddisfare i nostri bisogni di base ci\u00f2 che conta per noi non \u00e8 essere ricchi, ma essere pi\u00f9 ricchi <em>degli altri<\/em>.<\/p>\n<p>L\u2019invidia e l\u2019odio per gli altri ci tarpano le ali: ci alieniamo nel continuo confronto con loro, dal momento che non vogliamo semplicemente socializzare ma solo essere superiori. In questo modo, l\u2019ego distrugge i nostri rapporti con gli altri. Se potessimo liberarci dell\u2019ego, saremmo tranquilli e soddisfatti ma dovremmo essere essenzialmente come i topi: accontentarci di cibo e riparo.<\/p>\n<p>Non possiamo essere come i topi. L\u2019ego \u00e8 il motore della nostra evoluzione, la forza motrice del progresso. Nel Midrash (<em>Kohelet<\/em>) i saggi ci dicono: \u201cL\u2019uomo lascia questo mondo con la met\u00e0 dei propri desideri soddisfatti. Chi ne ha cento, ne vorrebbe soddisfare duecento, e chi ne ha duecento ne vorrebbe quattrocento\u201d. Come dimostra la ricerca appena citata, i nostri ego sono cresciuti a tal punto che non ci accontentiamo di avere di pi\u00f9; vogliamo avere di pi\u00f9 <em>degli altri<\/em>. E peggio ancora, spesso godiamo nel provocare sofferenze alle altre persone per il puro piacere di far loro del male. Nessun animale si diverte a causare sofferenza e per di pi\u00f9 senza motivo, solo gli esseri umani lo fanno.<\/p>\n<p>Peter Cohen, docente all\u2019Universit\u00e0 di Amsterdam, ricercatore pioniere sull\u2019abuso di droga, sottolinea che le persone hanno un profondo bisogno di legami e di creare connessioni, e che questo \u00e8 il mezzo da cui trarre profonda soddisfazione. Quando l\u2019ego danneggia le nostre connessioni, distrugge la nostra pi\u00f9 grande fonte di soddisfazione; ci fa detestare il contatto umano anche se ci terrorizza l\u2019idea di rimanere soli.<\/p>\n<p><strong>Annullare i danni dell\u2019ego<\/strong><\/p>\n<p>Come ha evidenziato il Sig. Hari nel suo articolo: \u201cSe veramente abbracciassimo questa nuova teoria\u201d, cio\u00e8 che la dipendenza non \u00e8 causata dalla chimica ma dall\u2019isolamento delle persone, \u201cdobbiamo cambiare molto di pi\u00f9 che la guerra alla droga. Dobbiamo cambiare noi stessi\u201d. Tornando per un attimo a Thomas Friedman e ad una sua intervista con Tucker Carlson trasmessa dal <em>Tucker Carlson Tonight show,<\/em> egli <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=4S59O09jeHU&amp;feature=youtu.be\">ha dichiarato<\/a> a proposito della sfida che dobbiamo vincere contro l\u2019incombente disoccupazione permanente e contro le altre catastrofi che essa provocher\u00e0: \u201cAll\u2019inizio lavoravamo con le mani, poi siamo passati a lavorare con la testa e ora dobbiamo iniziare a lavorare di pi\u00f9 con il cuore. \u2026Penso che connettere le persone con altre persone sar\u00e0 un lavoro enorme. \u2026E credo anche che i posti di lavoro migliori saranno quelli che connetteranno le persone con altre persone. Vedremo una nuova serie di impieghi e industrie basate sul cuore e sul creare la connessione fra le persone\u201d.<\/p>\n<p>Friedman ha ragione. Gi\u00e0 nel 2013, l\u2019ARI Institute ha pubblicato il libro <em><a href=\"https:\/\/www.amazon.com\/Benefits-New-Economy-Resolving-Guarantee\/dp\/1897448732\/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1484151101&amp;sr=1-1&amp;keywords=The+Benefits+of+the+New+Economy%3A+Resolving+the+global+economic+crisis+through+mutual+guarantee\">The Benefits of the New Economy: Resolving the global economic crisis through mutual guarantee<\/a><\/em> (I benefici della Nuova Economia: come risolvere la crisi economica globale attraverso la garanzia reciproca). I suoi autori, alcuni dei quali sono miei studenti, affermano che \u201cun cambiamento dei principi e dei valori \u00e8 ora necessario, serve un passaggio dalle relazioni basate sul potere a quelle basate sulla solidariet\u00e0 e sulla coesione sociale. La connessione fra le persone \u00e8 <em>il<\/em> tema di pubblico interesse all\u2019ordine del giorno. L\u2019economia ha il solo scopo di sostenere e mantenere la connessione fra le persone\u201d.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, il Movimento <em>Arvut<\/em> (Garanzia Reciproca), anch\u2019esso fondato dai miei studenti, ha condotto in tutto il mondo e con grande successo delle tavole rotonde e delle sessioni di \u201cCerchi di Connessione\u201d. Queste tecniche, sulle quali ho fornito particolari pi\u00f9 dettagliati nel mio libro, <a href=\"https:\/\/www.amazon.com\/Completing-Circle-Michael-Laitman\/dp\/1772280089\/ref=sr_1_3?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1484151144&amp;sr=1-3&amp;keywords=completing+the+circle\"><em>Completing the Circle<\/em><\/a>, applicano il principio scoperto da Abramo il patriarca e perfezionato dai suoi discendenti e discepoli: \u201cL\u2019odio provoca liti, ma l\u2019amore copre tutte le colpe\u201d (Proverbi 10i:12).<\/p>\n<p>In poche parole: non cercate di schiacciare l\u2019ego o di sopprimerlo; copritelo con l\u2019amore e questo vi porter\u00e0 ad un livello superiore. Gli autori de <em>Il Libro dello Zohar<\/em> ne erano gi\u00e0 a conoscenza e scrissero: \u201cEcco quanto \u00e8 buono e quanto \u00e8 piacevole che i fratelli siedano insieme. Questi sono gli amici che siedono insieme e non sono separati gli uni dagli altri. In un primo momento, sembrano come delle persone in guerra, desiderano uccidersi l\u2019un l\u2019altro. Poi tornano ad essere in amore fraterno. D\u2019ora in poi, anche voi non vi separerete\u2026 E per merito vostro ci sar\u00e0 pace nel mondo\u201d (<em>Il Libro dello Zohar, Aharei Mot)<\/em>.<\/p>\n<p>Se da una parte sono lieto che le persone stiano finalmente rendendosi conto che l\u2019isolamento sociale \u00e8 il nostro pi\u00f9 grande problema e che dobbiamo imparare a connetterci gli uni con gli altri, dall\u2019altra ho paura che ci stiamo svegliando troppo lentamente. Se non ci sbrigheremo, le persone saranno animate da livelli di violenza tali (che gi\u00e0 ora \u00e8 alle stelle) da non essere in grado di prevenire una catastrofe sociale o addirittura globale. Prima ci renderemo conto che dobbiamo introdurre e diffondere l\u2019educazione per la connessione, pi\u00f9 possibilit\u00e0 avremo di attraversare il cambiamento nel lavoro e nelle connessioni sociali in modo rapido, semplice e piacevole.<\/p>\n<p><em>Originariamente pubblicato su <a href=\"http:\/\/unitingeurope.blogactiv.eu\/2017\/01\/25\/lasciamo-perdere-gli-oppiacei-e-voliamo-in-alto-con-la-connessione\" target=\"_blank\">Unitingeurope.blogactiv.eu<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 sorprendente scoprire che l\u2019opposto della dipendenza non \u00e8 la sobriet\u00e0 ma la connessione umana. &nbsp; Johann Hari \u00e8 un giornalista e scrittore, la cui vita, cos\u00ec come quella della sua famiglia, \u00e8 stata influenzata dalla tossicodipendenza. 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