{"id":411,"date":"2016-04-04T12:18:36","date_gmt":"2016-04-04T12:18:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.michaellaitman.com\/it\/?p=411"},"modified":"2016-04-04T12:28:27","modified_gmt":"2016-04-04T12:28:27","slug":"consumismo-terrorismo-natura-umana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.michaellaitman.com\/it\/2016\/04\/04\/consumismo-terrorismo-natura-umana\/","title":{"rendered":"Consumismo, terrorismo e natura umana"},"content":{"rendered":"<p>Per decenni ci \u00e8 stato detto che soltanto avendo una bella casa, un&#8217;auto nuova, un cellulare nuovo, delle scarpe nuove ecc.., saremmo stati pi\u00f9 felici. Tuttavia, appena otteniamo l&#8217;ultimo modello di quella cosa che dovrebbe renderci felici, ci viene detto che \u00e8 appena uscito qualcosa di nuovo e che non saremo mai felici senza possederla. Questo \u00e8 il modo in cui abbiamo inventato il consumismo.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni \u00e8 emersa una nuova tendenza chiamata &#8220;basso consumo&#8221; (lowsumerism), il quale \u00e8 a favore solo di acquisti veramente indispensabili, essendo consapevoli dell&#8217;impatto che i nostri acquisti hanno sul pianeta. Evitare lo shopping per\u00f2, non ci render\u00e0 pi\u00f9 felici, quindi, invece di chiederci: &#8220;Come possiamo smettere di consumare troppo?&#8221;, ci dobbiamo chiedere: &#8220;Anzitutto, perch\u00e9 stiamo consumando troppo?&#8221;.<\/p>\n<p>Gli psicologi Brickman e Campbell hanno coniato il termine &#8220;relativismo edonistico&#8221; per descrivere grosso modo la nostra propensione al consumo continuo. Al giorno d&#8217;oggi la chiamiamo per ci\u00f2 che \u00e8: &#8220;tapis roulant edonistico&#8221;. L&#8217;osservazione di un fenomeno e la sua definizione tuttavia, non ne spiegano la causa. Per capire il motivo per cui siamo cos\u00ec inclini a questa tendenza dobbiamo comprendere la natura umana e il corso del suo sviluppo.<\/p>\n<p>Noi esseri umani, come ogni altro elemento della realt\u00e0, siamo formati da elementi positivi e negativi. Inspirare ed espirare permette la respirazione, la circolazione avviene perch\u00e9 il cuore pompa il sangue dentro e poi lo spinge fuori, altrimenti moriremmo. Allo stesso modo, maschile e femminile si completano l&#8217;un l&#8217;altra in modo da consentire la continuazione della nostra specie, e il ciclo riposo-gioco dei bambini permette loro di crescere sani.<\/p>\n<p>In tutti i livelli della realt\u00e0 viene mantenuto questo equilibrio tra negativo e positivo, tranne che in una parte del sistema: il livello dei desideri umani. Nel mio libro La Kabbalah in tempi di crisi, pubblicato in italiano quattro anni fa, ho mostrato come i desideri umani si stiano evolvendo in modo che l&#8217;elemento negativo prenda il sopravvento e provochi la perdita di equilibrio, in una modalit\u00e0 che sta distruggendo il nostro pianeta, la nostra societ\u00e0 e in definitiva tutti noi. L&#8217;eccessiva amplificazione degli elementi negativi nei nostri desideri si manifesta in egoismo accentuato e alienazione; questo insieme al desiderio di sfruttare gli altri a proprio vantaggio.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che il nostro istinto naturale di fermarsi quando abbiamo avuto abbastanza, viene scavalcato dalla nostra necessit\u00e0 di superare gli altri: essere pi\u00f9 intelligenti, pi\u00f9 forti, pi\u00f9 belli, pi\u00f9 ricchi e cos\u00ec via. Pi\u00f9 &#8220;superlativi&#8221; possiamo aggiungere all&#8217;ego, meglio ci sentiamo. Di conseguenza, nulla tra noi \u00e8 equilibrato. E siccome siamo permanentemente squilibrati, siamo in costante (sebbene di solito inconscia) ansiet\u00e0, al punto da confondere il sollievo (dall&#8217;ansia) con la felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Tuttavia, esiste un motivo per cui non riusciamo a bilanciare i nostri desideri come il resto della natura. Noi consumiamo troppo perch\u00e9 ci sentiamo scollegati gli uni dagli altri quando in realt\u00e0 siamo connessi in una rete di pensieri e desideri che determina ci\u00f2 che siamo a quasi tutti i livelli. Eppure, solo se ci elevassimo al di sopra del nostro egocentrismo saremmo in grado di sperimentare positivamente questo livello di connessione.<\/p>\n<p>Dal momento che non siamo in grado di elevarci al di sopra di questa connessione, la odiamo e le resistiamo in vari modi. I pi\u00f9 sottomessi e introversi tra noi tendono a rifuggire dalla societ\u00e0 e ad isolarsi. Quando non possono essere felici spesso cadono in depressione, evadono con droghe e alcol, o addirittura arrivano al suicidio. I meno inibiti tra noi prendono la strada opposta ed esprimono le loro connessioni interrotte con le persone in modi violenti e aggressivi.<\/p>\n<p>Prendiamo l&#8217;ISIS, per esempio. Ci sono molti devoti musulmani che non diventano violenti, che mantengono un modo di vivere rigoroso in accordo alla loro fede e non cercano di forzare gli altri o di punire chi vive in modo diverso.<\/p>\n<p>Gli attacchi terroristici del 22 marzo a Bruxelles sono l&#8217;esempio opposto. Al di l\u00e0 dell&#8217;ideologia islamica, questo \u00e8 uno sfogo dell&#8217;odio umano diventato misantropia omicida. Rispetto a tali esplosioni, il consumo eccessivo da gestire sembra un gioco da ragazzi, eppure tutti questi problemi derivano dalla stessa radice: la nostra incapacit\u00e0 di bilanciare dentro di noi il negativo con il positivo.<\/p>\n<p>Basta solo guardare le notizie per sapere che siamo arrivati ad un punto critico in cui dobbiamo riprendere il controllo di noi stessi, della nostra stessa natura e ripristinare l&#8217;equilibrio, ma per farlo dobbiamo imparare a connetterci in modo positivo.<\/p>\n<p>Possiamo educarci alla consapevolezza di come la nostra interconnessione ci arrechi beneficio. Invece di cercare di imporci il basso consumo, impariamo semplicemente ad usare i nostri desideri per il bene comune, e siccome ci piace essere unici, la nostra unicit\u00e0 arricchir\u00e0 le nostre comunit\u00e0, le societ\u00e0 e il mondo in cui viviamo. Invece di prendere, prendere, prendere, daremo, daremo, daremo. Tuttavia, poich\u00e9 questa sar\u00e0 la modalit\u00e0 di condotta generale nella societ\u00e0, finiremo per ricevere infinitamente di pi\u00f9 di quanto potremo mai procurarci da soli.<\/p>\n<p>In una societ\u00e0 in cui tutti contribuiscono, avremo molto pi\u00f9 dell&#8217;abbondanza materiale. Godremo della soddisfazione emotiva di essere in grado di esprimerci creativamente, della forza mentale e del vigore per il costante feedback positivo che riceveremo dal nostro ambiente sociale.<\/p>\n<p>Non abbiamo tempo da perdere. La societ\u00e0 globale \u00e8 sull&#8217;orlo del collasso. Noi, il popolo, possiamo cambiarlo in Paradiso o lasciare che diventi Inferno. La scelta \u00e8 nostra e dobbiamo farla adesso.<\/p>\n<p><em>Originariamente pubblicato su <a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/michael-laitman\/consumismo-terrorismo-e-natura-umana_b_9600936.html\" target=\"_blank\">L\u2019Huffington Post Italia<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per decenni ci \u00e8 stato detto che soltanto avendo una bella casa, un&#8217;auto nuova, un cellulare nuovo, delle scarpe nuove ecc.., saremmo stati pi\u00f9 felici. 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