DR. MICHAEL LAITMAN PER CAMBIARE IL MONDO – CAMBIAMO L'UOMO

Trump, la Brexit, il terrorismo e il filo nascosto che li unisce

Degli ufficiali della polizia della città di New York pesantemente armati pattugliano all'interno dell'edificio Trump Tower di New York. Credit: REUTERS/Darren Ornitz

Degli ufficiali della polizia della città di New York pesantemente armati pattugliano all’interno dell’edificio Trump Tower di New York. Credit: REUTERS/Darren Ornitz

Gli eventi e gli sviluppi che scuotono il nostro pianeta sono collegati così profondamente che le loro origini convergono in un’unica causa.

 

Dal 2008, il mondo è stato colpito da una crisi dopo l’altra. Se si guarda a ciascuna di esse separatamente, si potrebbe pensare che nulla colleghi la crisi finanziaria del 2008 con la primavera araba del 2011, ad esempio, o l’ascesa del terrorismo islamico con il flusso dei migranti che hanno invaso prima l’Europa e poi gli Stati Uniti. Si potrebbe anche pensare che la vittoria di Donald J. Trump e la Brexit in Gran Bretagna non siano eventi correlati e che nessuno dei due abbia nulla a che fare con tutti i fatti appena descritti.

In realtà, ritornare alla sobrietà non è mai facile. Tuttavia, per fortuna, la maggior parte delle persone già vede, o almeno ha la sensazione, che i cambiamenti che avvengono oggi sono tutti collegati. La verità, tuttavia, è ancora più sorprendente di quello che ci appare. Gli eventi e i processi che scuotono il nostro pianeta sono collegati così profondamente che i loro motivi scatenanti hanno origine tutti da un’unica causa.

La ricerca della libertà

Sin dagli albori della storia, l’umanità si è evoluta attraverso varie fasi. Con alcune oscillazioni e irregolarità ci siamo evoluti dalla schiavitù al feudalesimo (con nomi e in luoghi diversi), e dal feudalesimo al capitalismo.

Ora, tutti i segnali ci portano a pensare che siamo sull’orlo di una nuova era. Come si può già dedurre dalla comparsa di forze reazionarie e nazionalistiche in Europa e negli Stati Uniti, il regime che erediterà il capitalismo sarà uno di tipo nazi-fascista, una forma di governo totalitario.

Per inciso, il comunismo russo, a mio avviso, non faceva parte del flusso complessivo dell’evoluzione socio-economica umana, in quanto non era emerso dalla naturale evoluzione dell’umanità, ma era stato imposto alla nazione russa. In un certo senso, la Russia ha saltato la fase del capitalismo e si è portata direttamente nel regime totalitario chiamato, ironicamente, “comunismo”.

Il motore dietro a ogni fase dello sviluppo è il desiderio della gente per la libertà e la giustizia. Più le persone hanno creduto di meritare di essere trattate come esseri umani dignitosi, piuttosto che come oggetti, più liberale è stato il sistema economico che hanno stabilito. Le persone sono sempre state egocentriche, ma a un certo punto della nostra evoluzione sociale, l’io si è intensificato ad un livello tale che il nostro ideale di libertà personale si è trasformato in una sensazione di “è tutto mio”. Abbiamo cominciato a sentire di meritare tutto, anche di sfruttare gli altri, se potevamo farla franca. Ebbe inizio così il tempo in cui viviamo: l’era dell’egoismo.

Generazione Io, Io, Io

In questa nuova era, la maggior parte della popolazione mostra come minimo diversi sintomi di un narcisismo patologico. In tutto il mondo, la gente ha sancito che la ricchezza è l’unico indicatore per misurare il valore delle persone. La gente fissa gli occhi sul proprio smartphone sperando di evitare di incrociare lo sguardo degli estranei. In tutto il mondo le persone sono sole e depresse.

L’alienazione sta separando le persone e le comunità, sino ad arrivare all’odio e alla ghettizzazione. Nel dopo elezioni degli Stati Uniti, per esempio, le fratture all’interno della società americana sono diventate più profonde fino al punto in cui, secondo il New York Times, gli elettori di Hillary Clinton si sono rifiutati di celebrare il giorno del Ringraziamento con i propri parenti, anche di primo grado, che hanno votato per Trump.

In effetti, quando il liberalismo diventa sinonimo di dissenso e di separazione e il neoliberismo diventa un eufemismo per un capitalismo sfruttatore, si sa che un cambiamento è imminente. Ci siamo spinti sin dove l’ego ci può portare. Da qui in poi, dobbiamo trovare un nuovo modo per svilupparci, o sarà una caduta libera senza freni.

Il sistema delle due forze con cui opera la natura

Nonostante il quadro apocalittico appena descritto, non dobbiamo per forza cadere giù; non c’è nessuna legge che ci obbliga. C’è un metodo che è lì in attesa da tanto, ad aspettare che noi volgessimo lo sguardo nella sua direzione. Fino a quando abbiamo creduto che il percorso dell’ego ci avrebbe fatto arrivare dove volevamo, non abbiamo avuto alcuna ragione di guardare altrove. Ora che le cose sono cambiate, un’altra via sta emergendo nella nebbia.

Se osserviamo con attenzione la natura, scopriamo che siamo in grado di soddisfare noi stessi con un paradigma completamente diverso: uno che non comporta la propria scomparsa, ma che ci garantisce invece la prosperità. Con l’eccezione degli esseri umani, tutta la realtà gira su un’interazione equilibrata fra due forze: quella positiva e quella negativa. Queste forze si manifestano come dare e ricevere, connessione e disconnessione, inspirare ed espirare, giorno e notte, e tutti gli altri opposti che si completano l’uno con l’altro. Senza questo equilibrio, il nostro universo non esisterebbe, e nemmeno noi. Sfruttando gli altri e cercando solo l’auto-gratificazione, usiamo solo la forza negativa, perdendo l’enorme potere che collega gli atomi sino a formare le molecole, le cellule gli organi e gli esseri umani la società. Se potessimo sfruttare le capacità della forza positiva, ci si rivelerebbe un mondo nuovo pieno di interazioni e possibilità che non possiamo nemmeno immaginare, fino a che, in realtà, non lo scopriamo.

Ancora meglio, quando comprenderemo la natura della forza positiva, vedremo che, per scoprirla e lavorare con essa, non abbiamo bisogno di cambiare niente nella nostra vita. Tutto quello di cui abbiamo bisogno è la necessità di espandere i nostri confini. Invece di sentire noi stessi come esseri umani separati, che lottano per la propria vita, da soli, saremo in grado di pensare a noi stessi come parte di un sistema umano composto da persone che si prendono cura le une delle altre come le cellule si prendono cura di tutto l’organismo. Proprio come le cellule che si tendono una verso l’altra, che si passano reciprocamente l’ossigeno per respirare e le sostanze nutritive per alimentarsi, una società di esseri umani collegati in questo modo renderebbe la vita di ogni individuo all’interno di essa, spensierata e gioiosa. Se un intero paese lavorasse in questo modo, ecco che diventerebbe un paradiso in terra.

10.000 persone che si prendono cura di voi

In un articolo precedente, ho descritto l’enorme impatto che avrebbe l’introduzione della forza positiva nella società, anche per un breve periodo, perché ci dimostrerebbe che possiamo fare amicizia anche con i nostri più acerrimi nemici. In questa sezione, vorrei approfondire i benefici dell’impiego di questa forza nella nostra vita.

Nel mio ultimo articolo, ho portato l’esempio del meccanismo con cui funziona una radio per ricevere le frequenze delle stazioni che vogliamo ascoltare. In una parola, per ricevere una stazione, dobbiamo creare all’interno della radio la frequenza sulla quale la stazione viene trasmessa in modo che la radio possa raccogliere quella frequenza dall’ambiente e riprodurre ciò che la stazione sta trasmettendo.

La forza positiva è una forza di connessione. Ecco perché connette tutto: le particelle all’interno degli atomi, gli atomi dentro le molecole, le molecole all’interno delle cellule, e così via. Quando ragioniamo solo in modalità “io”, ci neghiamo i benefici di pensare in modalità “noi”. I cerchi di connessione indicati nei link sopra creano un legame speciale fra le persone e questo legame “risuona” con la forza positiva di connessione, nella stessa maniera in cui una frequenza all’interno di una radio risuona come la frequenza captata dall’esterno. Come risultato, la forza positiva comincia ad avere un impatto sui partecipanti. Questo è il motivo per cui tutti si sentono improvvisamente connessi, anche nel caso di ebrei e arabi che iniziano a sentirsi come parti di una grande famiglia.

Per avvalersi della forza positiva, non dobbiamo smettere di prenderci cura di noi. Al contrario, abbiamo bisogno di espanderci e “includere”, per così dire, gli altri nel nostro campo visivo. Quando consideriamo la società come un prolungamento di noi stessi e noi come parte della società, la nostra percezione della realtà si espande e abbraccia tutto il nostro ambiente. Quando questo cambiamento avviene in una comunità di 10.000 persone, si hanno improvvisamente 10.000 individui che si prendono cura del tuo benessere. La cura per la comunità da parte tua avverrebbe senza sforzo, poiché la tua preoccupazione per gli altri sarebbe una, ma avresti altre 10.000 persone che si occupano di te.

Il rapporto fra i nostri sforzi verso la società rispetto agli sforzi della società verso di noi è così schiacciante a favore della società che ci renderebbe letteralmente liberi dal preoccuparci di noi stessi. Inoltre, potremmo liberare le enormi quantità di energia che spendiamo attualmente per proteggerci dai danni fisici ed emotivi sul luogo di lavoro, con i conoscenti e anche con la nostra famiglia, e saremmo in grado di utilizzarla come desideriamo. Saremmo finalmente capaci di sfruttare il nostro pieno potenziale senza preoccuparci di fallire o di renderci ridicoli.

In una società che utilizza la forza positiva, non vi è alcuna necessità di lavorare, almeno non nel modo che conosciamo. Al giorno d’oggi l’automazione e la robotica possono fare quasi tutto. Nel prossimo futuro, il lavoro umano diventerà, per efficacia di produzione, solo un onere. Questo ci libererà e potremo impegnarci in una nuova occupazione: generare la forza positiva.

Come per ogni nuova tecnologia, potremo aspettarci una metodologia progettata per “raccogliere” la forza di connessione e per migliorarla sempre più ogni volta che la usiamo, riducendo al minimo i nostri sforzi per connetterci e massimizzando i benefici che ci arrivano da essa. Il tempo che ci rimane libero, con la “scomparsa” del lavoro fisico ed il miglioramento delle nostre tecniche di connessione, verrà usato per la diffusione delle tecnologie in tutto il mondo, per migliorare le nostre competenze e per dedicarci ai nostri hobby.

Con una rinnovata consapevolezza di quale sia lo scopo della nostra vita e una visione estesa della nostra esistenza, la depressione scomparirà insieme a tutti i disturbi che comporta. Naturalmente, lo stesso accadrà per la guerra e le ostilità; le persone non avranno alcun desiderio di combattere ma vorranno connettersi.

Attualmente, il futuro dell’umanità sembra piuttosto desolante. Tuttavia, è solo così che scopriremo che c’è un’altra via, quella che porta a nuovi orizzonti che non potevamo immaginare prima, ma che sono molto, molto reali.

Originariamente pubblicato su Unitingeurope.blogactiv.eu

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